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L’Associazione di Promozione Culturale NAUFRAGI propone PORTE APERTE come momento per ri-mettere al centro i margini. Dormitori, residenze per immigrati, strutture per l’accoglienza madre... Da anni a Bologna il terzo settore e il volontariato in particolare s’interrogano su come progettare politiche per l’accoglienza insieme e oltre il pubblico, andando a scavare là dove gli attori pubblici e privati non possono o non...

 

Avviso

L’Associazione di Promozione Culturale NAUFRAGI propone PORTE APERTE come momento per ri-mettere al centro i margini.
Dormitori, residenze per immigrati, strutture per l’accoglienza madre bambino e per persone con disabilità diventano luoghi di incontro e di cultura: lo sguardo e le parole di chi le vive ogni giorno
aiutano a rileggere l’immagine di queste “terre di mezzo”, rimosse dal racconto della città pubblica. Il fuori s’incontra con il dentro, in un confronto inedito e stimolante tra un noi e un loro non più
necessariamente lontani e rimossi.
PORTE APERTE vuole essere un percorso culturale che parte davvero dal “basso”: dalla terra, dalla strada, dal cammino, dalla fatica quotidiana. Un “basso” che interroga l’”alto”; la cultura, il sapere, il benessere. Un margine che vuole mettersi in mostra, in gioco, in maniera propositiva. Così, attraverso incontri, dibattiti, giochi, mostre e spettacolo si cercherà di immaginare/creare un “ponte” ideale-reale tra il “dentro e il fuori”, tra i “margini e il centro”, tra la “fragilità e la solidità”.
Un ponte sul quale e nel quale costruire percorsi di cambiamento e responsabilizzazione reciproci.
PORTE APERTE momento di “slancio/ponte” verso la comunità. Gli ambiti degli “esclusi” e quelli degli “inclusi” debbono necessariamente incontrarsi e “fronteggiarsi”. E’ necessario che ciascuno faccia un passo: gli esclusi in avanti e gli inclusi indietro. Indietro non nel senso di retrocedere bensì nel senso di condividere e assieme crescere. PORTE APERTE non vuole essere, solo e solamente una provocazione ma un’occasione di apertura, di condivisione, di rielaborazione di senso nello stare… Vuole altresì essere momento di crescita comune, condivisa e costante della comunità intera e tutta… nessuno escluso. Stare dentro e uscire fuori sono due tematiche forti che debbono essere affrontate, ascoltate e
comprese.

Le strutture di accoglienza debbono/possono, così, diventare occasione di sviluppo del territorio e della comunità… Inoltre i luoghi abitati e frequentati del centro possono divenire spazi aperti di incontro, di conoscenza, di scambio e di reciproca “contaminazione”. Al centro i margini. Portare al centro, cioè, luoghi, sogni, idee, persone che normalmente vivono e vengono confinate/messe ai margini; andiamo…animando e provocando il centro.
L’iniziativa che pensiamo debba avere un inizio ed una fine. Un inizio durante la manifestazione PORTE APERTE ed una fine oltre la manifestazione stessa. Come dire che a partire dall’organizzazione della manifestazione abbiamo l’intento, l’auspicio ed il desiderio che si attivino percorsi virtuosi affinché le aperture diventino processi e percorsi di conoscenza, di solidarietà ma soprattutto di NON esclusione.
Vogliamo lanciare una provocazione alla città à una “piattaforma” concreta ed ideale per attivare percorsi di IN-CLU-SI-O-NE che rimangono prima-durante-oltre le emergenze.